Vanished o.. call me MOIGE
Ho visto la prima puntata (primi due episodi) di Vanished e mi sembra un giallo classico senza pretese adatto a qualche tranquilla serata estiva.
La storia inizia con la scomparsa di Sara Collins, moglie di un potente senatore alla soglia di una decisione critica, il rapimento potrebbe quindi essere un ricatto per il marito, ma anche l’ex moglie e la figlia del senatore non vedono di buon occhio la bella Sara e inoltre l’ambiziosa giornalista (Rebecca Gayheart, l’indimenticata Tony di Beverly Hills, 90210) che segue il caso scopre che la donna era gia’ scomparsa in passato e un uomo sostiene di averla conosciuta in quel periodo ma con altre generalita’.
Come se la storia non offrisse gia’ abbastanza spunti, il caso sembra rimandare anche all’ultima tragica vicenda diretta dall’agente dell’FBI che ha in mano il caso. La sua ultima missione costo’ la vita al bambino che era stato sequestrato; il piccolo Nathan mori’ per l’esplosione della bomba che aveva indosso e la scena della sua morte e’ decisamente forte anche per palati scafati come il mio. Sara’ che il giorno prima una mia amica mi raccontava le difficolta’ di tenere lontana la figlia seienne dalle brutture della televisione e quindi ero particolarmente sensibile all’aorgomento ma sapere che questa scena e’ andata in onda alle 21,20 circa (e replicato la mattina dopo intorno alle 10,00) monitorata solo da un bollino giallo mi ha colpito: come glielo spiega il genitore che accompagna il figlio nella visione, l’esplosione di un suo coetaneo poco prima di andare a letto?



















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