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venerdì 20 giugno 2008

Vanished o.. call me MOIGE

Vanished

Ho visto la prima puntata (primi due episodi) di Vanished e mi sembra un giallo classico senza pretese adatto a qualche tranquilla serata estiva.
La storia inizia con la scomparsa di Sara Collins, moglie di un potente senatore alla soglia di una decisione critica, il rapimento potrebbe quindi essere un ricatto per il marito, ma anche l’ex moglie e la figlia del senatore non vedono di buon occhio la bella Sara e inoltre l’ambiziosa giornalista (Rebecca Gayheart, l’indimenticata Tony di Beverly Hills, 90210) che segue il caso scopre che la donna era gia’ scomparsa in passato e un uomo sostiene di averla conosciuta in quel periodo ma con altre generalita’. 
Come se la storia non offrisse gia’ abbastanza spunti, il caso sembra rimandare anche all’ultima tragica vicenda diretta dall’agente dell’FBI che ha in mano il caso. La sua ultima missione costo’ la vita al bambino che era stato sequestrato; il piccolo Nathan mori’ per l’esplosione della bomba che aveva indosso e la scena della sua morte e’ decisamente forte anche per palati scafati come il mio. Sara’ che il giorno prima una mia amica mi raccontava le difficolta’ di tenere lontana la figlia seienne dalle brutture della televisione e quindi ero particolarmente sensibile all’aorgomento ma sapere che questa scena e’ andata in onda alle 21,20 circa (e replicato la mattina dopo intorno alle 10,00) monitorata solo da un bollino giallo mi ha colpito: come glielo spiega il genitore che accompagna il figlio nella visione, l’esplosione di un suo coetaneo poco prima di andare a letto?

giovedì 13 marzo 2008

La nuova squadra

Lanuovasquadra Molto rimpianto per la vecchia, vedendo questa Nuova squadra!
Avevo affrontato la visione con la migliore predisposizione d’animo, ma ben presto si sono presentate le prime avvisaglie di dubbio. Il nome del commissariato, Spaccanapoli, ’a tazzurella ‘e cafe’ nella sigla, la musica tarantellosa della stessa, tutto riporta alla piu’ deleteria retorica della napoletanita’, esplosa nella scena dei parenti che portano via a braccia il cadavere dall’ospedale: sicuramente Napoli sara’ anche questo, ma preferivo di gran lunga l’immagine di metropoli difficile della serie precedente.
I personaggi poi mi sembrano tagliati con l’accetta e alquanto stereotipati, insopportabile la commissaria che risponde al piu’ classico modello di donna in carriera, un po’ sventata ma cazzuta, e ovviamente una donna dev’essere sempre un’abile attrice e farsi scendere la lacrimuccia quando si inventa l’inesistente fratello drogato e tirar fuori ogni due per tre il figliolo, che si sa e’ piezz’e core!
I poveri Battiston e Sciacca ritornano ripuliti, vestiti di palandrane nere come i piu’ cattivi giustizieri della notte e mi sembra abbian perso molto delle loro peculiarita’, ma come detto prima in questa prima puntata prevale la bidimensionalita' del personaggio: ad esempio Sergio Vitale (il bravo Rolando Ravello che pero’ qui mi pare troppo isterico) gioca a fare il poliziotto cattivo perche’ e’ incazzato per la morte del collega pero’ poi mette i fiori sul luogo dove e’ morta la bimba e a casa e’ un padre affettuoso: queste si’ che son sfaccettature!
Per quanto riguarda la riduzione degli episodi si tratta di un semplice proforma: la vicenda e’ la stessa solo che dopo cinquanta minuti c’e’ il jingle e cambia il titolo, ma lo stile di ripresa resta sempre lo stesso, campi e controcampi, scene di raccordo, flashback che iniziano dieci minuti prima dell’elemento da ricordare, insomma niente inseguimenti adrenalinici importati papale papale dai serial ammericani, tutto e’ rimasto uguale, con molto cuore e cura in meno.

lunedì 14 gennaio 2008

Deadwood

Alofficialfanclub Zitta zitta e nel cuore del sabato notte (ore 02,20) La 7 ha deciso di riproporre dallo scorso 12 gennaio la prima serie di Deadwood; il mio consiglio spassionato e’ quello di buttarci almeno un occhio perche’ questa e’ una delle serie capolavoro della HBO di cui avevo gia’ parlato precedentemente. Resta sublime la scheda imdb dove si sottolineava che nel pilot il termine fuck e’ ripetuto 31 volte, ora hanno aggiornato il conteggio al numero totale di volte in cui la parola e’ stata ripetuta in tutte le tre stagioni!
La prima serie di Deadwood era andata andata in onda nell’estate 2006 e io ho aspettato fiduciosa l’estate scorsa per vedermi la seconda stagione, ma La 7 gli ha preferito l’ America's Cup, cosi’ sono ricorsa al mulo per sopperire all’astinenza da Al Swearengen e mi sono vista tutte le dodici puntate in due sole serate, ne parlero’ molto presto, per ora anticipo che dalla seconda serie entra in scena George Hearst, babbo del tycoon William Randolph a cui si ispira Quarto Potere e se volete sapere come il giovane Kane eredita le sue miniere, beh.. dovete proprio guardare Deadwood!
Adesso non mi resta che procurarmi la terza ed ultima serie almeno con i sottotitoli in italiano perche’ se il linguaggio non e’ da educande i discorsi sono pregni di significati e sottintesi politici, in fondo si sta solo costruendo l’America..

giovedì 6 dicembre 2007

La Squadra - l'ultima puntata

Pietroguerra01 E cosi’, alla fine, il momento tanto temuto e’ arrivato, all’ultima puntata il buon Pietro Guerra ci ha lasciato le penne: fine di un‘epoca e di un’estetica condita nel momento clou da molto rallenti, montaggio alternato e volo di piccioni, vago richiamo alle colombe portate in auge da John Woo; insomma una morte un po’ forzata come la chiusura di questo serial, ma per il resto la puntata e’ stata intrigante e mi e’ piaciuta molto l’idea di una puntata avulsa dalla sequenzialita’, ambientata circa otto mesi dopo l’ultima puntata che mostra il Sant’Andrea in una situazione idilliaca, come da tutti agognato: Ramaglia perfettamente ripreso dal coma, Guerra che aspetta un figlio da Elena Baroni, Battiston ormai a Trento con la sorella di Sciacca, addirittura il ritorno della Spano’ e soprattutto Pettenella che sta insieme alla Veneziani!
Mi sono piaciuti anche i discorsi sottotraccia tra Pettenella e Cafasso che parevano alludere alla situazione ancora poco chiara sul futuro della serie, per ora, a quanto dice Film TV, si sa per certo solo il cambio del formato con puntate da 50 minuti, ci dovrebbe essere piu’ azione spostando l’attenzione sulle volanti e mostrando meno vita di commissariato, pochissimi gli attori della serie originale che passeranno al nuovo format, tra questi Sperandeo mentre tra i nuovi ingressi si vocifera su Taricone; ma soprattutto dovrebbe cambiare il nome del prodotto: passando da La squadra a SpaccaNapoli, titolo che sottende un risvolto folcloristico che non promette nulla di buono, ma vedremo a marzo..

martedì 4 dicembre 2007

Desperate Housewives - terza stagione

Dhiii Povere le mie disperate finite in seconda serata anche per colpa mia, dato che non so aspettare che arrivino in RAI e me le guardo dal satellite (a proposito: domani inizia la 4° serie su Foxlife.)
Resta comunque un peccato che “la retrocessione” in seconda serata avvenga proprio con questa terza serie che a mio parere e’ la migliore: colpi di scena tumultuosi (la settima puntata ambientata nel supermercato non va assolutamente persa, come l’incredibile epilogo finale) e il ritorno alla cattiveria familiare con l’ingresso della perfida famiglia di Orson, il nuovo ambiguo marito di Bree.
Novita’ anche per Gabrielle e Lynette, quest’ultima dovra vedersela con l’altra figlia di Tom e la di lei madre Nora, mentre Gabrielle pare trovare un nuovo amore che le fa dimenticare la tempestosa relazione con Carlos; resta costante la zuccherosa Susan Mayer, sempre alle prese con il suo Mike Delfino..

mercoledì 17 ottobre 2007

Dirt

Dirt Il primo pensiero vedendo la nuova serie di la 7, Dirt, va subito alla bagarre Vallettopoli-Corona che ha inaugurato l’estate italiana e ci si rende conto quanto questo paese sia provinciale nel suo perdersi dietro a una questione simile. Ben piu’ duro e’ il gioco al massacro gossiparo che viene mostrato nel telefilm, la protagonista e’ Lucy Spiller interpretata da Courtney Cox, la Monica di Friends che dirige con spietata freddezza due riviste di gossip, una piu’ patinata, Now e l’altra piu’ cattiva, Dirt appunto, dove finiscono tutti i peggio scandali dello star-system e nella prima puntata vediamo un attore in declino disposto a fare da informatore per la rivista spazzatura pur di avere buoni articoli su Now che rilancino la sua carriera.
Il serial ha lo stile patinato e un po’ trasgressivo delle serie cult di La 7: Sex and the city e The L world, ma questo nuovo telefilm sembra trovare un valore aggiunto nel personaggio di Don Konkey, paparazzo infallibile ma segnato dalla schizofrenia ed e’ proprio la rappresentazione visiva delle sue allucinazioni a dare un tocco surreale al prodotto.

mercoledì 10 ottobre 2007

Povira Barunissa di Carini

Amarocasobaronessadicarini_2

Chiangi Palermu, chiangi Siracusa:
a Carini c'è lu luttu in ogni casa.

A casa mia lu luttu c’e’ da quando ho scoperto che la prossima settimana andra’ in onda il remake di uno dei capolavori degli sceneggiati rai degli anni ‘70 L’amaro caso della Baronessa di Carini chiamato ora La Baronessa di Carini, e secondo me un po’ di imbarazzo c’e’ anche in Rai dato che a meno di una settimana della messa in onda le notizie su questa nuova versione sono praticamente introvabili: il sito di Raifiction non ne fa menzione neppure se si clikka direttamente sul link della fiction nel palinsesto di domenica 14 ottobre.
Cosi’ se si vuole sapere qualcosa di piu’ del cast di questo remake bisogna rivolgersi alla scheda di imdb.

AmarocasobaronessacariniInutile e quasi crudele confrontare questa crew con quella originale ed il mio disdoro non nasce tanto dal vedere Luca Argentero che dal Grande Fratello arriva a vestire i panni che furono di Ugo Pagliai; il dispiacere nasce nel constatare per l’ennesima volta che veri e propri capolavori vengono lasciati nel dimenticatoio.
L’amaro caso della Baronessa di Carini del 1975 e’ stata la punta di diamante dello sceneggiato rai, diretta e scritta da Daniela D’Anza, uno dei piu’ grandi maestri della televisione italiana che andrebbe prima o poi rivalutato. L’autore, basandosi su una leggenda popolare del cinquecento siciliano costruisce una vicenda tutta in crescendo dove all’intrigo giallo si intrecciano elementi gotici.
Ulteriore prova della grande raffinatezza di questo prodotto e’ il prologo in bianco e nero, mentre il telefilm e’ a colori, dove, con uno stile che rimanda a I comizi d’amore pasoliniani, si intervistano i siciliani chiedendo lumi sull’antica leggenda della baronessa di Carini, cornice che pone lo sceneggiato su un piano completamente diverso.
Come ciliegina sulla torta c’e’ poi la famosa sigla cantata in dialetto siciliano da Gigi Proietti, la potete ascoltare qui, magari mentre ordinate i quattro dvd della versione del 1975

giovedì 9 agosto 2007

Ghost whisperer

Ghostwhisperer

Gia’ dalla prima puntata si ha l’impressione che le avventure di Melinda Gordon, la giovane donna in grado di vedere e parlare con gli spettri aiutandoli a passare oltre, siano una scopiazzatura di Medium, con la differenza che Melinda non si fa nessuno scrupolo di condividere il suo dono con marito e socia in affari che passano meta’ del loro tempo a chiedersi e chiederle se stanno condividendo la stanza con un fantasma: un modo un po’ assurdo per rappresentare la quotidianita’ con il soprannaturale!
Forse nella mediocrita’ del prodotto sta proprio la sua aderenza all’esigenza del pubblico americano costretto piu’ che mai a confrontarsi coi propri deceduti e le vicende strappalacrime del telefilm che solitamente hanno per protagonisti bambini o adolescenti prematuramente scomparsi ben risponde a un sentimento sicuramente molto diffuso nel Paese.
Detto questo, quello che mi piace veramente del telefilm e mi ha spinto a parlarne e’ la sigla iniziale, dove si puo’ riconoscere la mano del geniale inventore delle sigle di Carnivale e Desperate Housewife che ancora una volta, con il suo stile inconfondibile, riesce a giocare con gli elementi portanti del telefilm, in questo caso creando un’atmosfera surreale che ha qualcosa di magrittiano e dove non manca una farfalla di junghiana memoria: mi affascina talmente l’opera di questo artista che sopporto perfino che l’odiosa Jennifer Love Hewitt figuri nella sigla.

venerdì 20 luglio 2007

Tenerezze

Ieri notte, a Visioni private, il programma di Cinzia Tani che intervista personaggi celebri ripercorrendo il loro rapporto presente e passato con la televisione, c’era la Prestigiacomo che sosteneva che lei i film in tv ha iniziato a scoprirli con l’avvento di Mediaset visto che da quel momento c’e’ stata molta piu’ scelta, a me sono venuti i brividi: effettivamente con l’avvento delle tv private i film sono diventati dei riempitivi dei palinsensti, riempendosi a loro volta di spot pubblicitari e perdendo del tutto il loro valore artistico, sono scomparsi infatti i cicli di film e soprattutto le presentazioni, ma la Prestigiacomo, infervorata nel difendere l’opera del cuo capoccia, queste cose le ha totalmente dimenticate: la sua assurda faccia tosta di trasformare in comizio politico anche un programma che avremo visto in tre era quasi commovente..

lunedì 11 giugno 2007

Jericho

Jericho_3 Sbarcato martedi’ scorso su rai2 sull’onda del grande successo ottenuto negli States (anche se la CBS aveva intenzione di chiudere il serial dopo la prima stagione e solo la protesta dei fan piu’ accaniti ha fatto mettere in cantiere qualche altro episodio), Jericho racconta le vicende dell’omonimo paesino, situato in Kansas che assiste all’esplosione di un fungo atomico e, restato completamente isolato, si convince di essere l’unico luogo sopravvissuto a un attentato nucleare in tutti gli Stati Uniti; leggendo questo plot sommario ci si fa l’idea di esser di fronte a una storia corale dove le vicende personali si intrecciano con il dramma sociale e magari qualche stolto ingenuo (leggi la sottoscritta) si illude che possa ispirarsi piu’ a I sopravvissuti che a Lost. Ovviamente siamo sulla falsa riga di Lost, con qualcuno che sembra sapere quello che e’ veramente successo e ne tira le fila.
Protagonista, direi assoluto e’ Jack Green, figlio dello sceriffo appena rientrato al paesello natio per riscuotere l’eredita’ del nonno che pero’ il padre non gli vuole concedere facendo allusioni a un oscuro passato del figlio che si intuisce fallimentare.
Con l’esplosione Jack si trasforma da inaffidabile figliol prodigo in supereroe: con un pezzo di metallo piantato nella gamba riporta a casa sana e salva la scolaresca il cui pulmino era stato sorpreso per strada dall’esplosione, ma solo dopo aver salvato una bambina da morte certa con l’immancabile incisione alla trachea. La mattina dopo con la sua gamba cifula si issa sul tetto dell’ospedale (l’unico ad avere questa pensata nell’intera comunita’: wow!) e scorge un temporale in avvicinamento che portera’ le piogge radioattive, in men che non si dica il nostro eroe organizza l’evacuazione del paese nei due rifugi atomici e siccome uno e’ inagibile, trasferisce mezza citta’ in miniera, facendo saltare l’ingresso per impedire le pericolose infiltrazioni d’acqua, dopodiche’ si reca in una tenuta fuorimano e salva la ex fidanzata e un’altra fanciulla da due pericolosi evasi.
Dagli ammericani, pero’ c’e’ sempre qualcosa da imparare: per chi come me ha qualche difficolta’ a distinguere al primo colpo la destra dalla sinistra, ecco il trucco delle elementari americane che mi pare ben piu’ proficuo della castagna in tasca propugnato dalle italiche scuole: guardate il dorso delle vostre mani stese: la sinistra e’ quella il cui indice e pollice formano una “L”, sensato, no?

luglio 2008

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