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martedì 13 febbraio 2007

Princess Mononoke

Princessmononoke Mononoke Hime
Giappone 1997
regia di Hayao Miyazaki

Il principe Ashitaka uccide un demone che sta attaccando il suo villaggio e viene contagiato dalla maledizione demoniaca: sara’ costretto ad abbandonare la sua gente ed andare in una terra lontana dove infuria una lotta tra gli uomini della citta’ del ferro che distruggono la foresta per i loro interessi e le divinita’ animali che abitano in essa e la vogliono preservare, a combattere per la foresta c’e’ anche una ragazza allevata dai lupi.

Bella favola ecologista, quanto mai attuale, che propone tutte le tematiche che caratterizzano l’opera di Miyazaki: una colpa iniziale involontaria che segna il protagonista e va scontata attraverso un viaggio, un percorso di conoscenza che porta a scoprire mondi fantastici che dimostrano che mai nessuno e’ completamente buono o cattivo e in Princess Mononoke la figura piu’ interessante e’ proprio quello della signora Eboshi, crudele fino al punto di sparare al Dio della Foresta ma anche molto attenta alle esigenze dei suoi sottoposti: ha emancipato le donne e dato dignita’ ai lebbrosi.
Sempre ottima la qualita’ del disegno del maestro Miyazaky che in questa pellicola esplode in un mondo estremamente fantasioso che si contrappone alla desolazione della guerra con esiti altamente drammatici e poetici.

Piuttosto povera l’edizione in dvd per quanto riguarda la sezione degli extra: solo un breve making of 5 minuti dove gli attori americani che hanno doppiato il film danno qualche parere sulla pellicola e il trailer USA: Princess Mononoke dovrebbe essere stato il primo film di Miyazaky distribuito nelle sale italiane (cfr. Mereghetti) ma posso immaginare l’esiguo numero di copie con cui sara’ uscito!

mercoledì 19 luglio 2006

Il castello errante di Howl

CastelloerrantehowldvdHo finalmente visto in dvd l’ultimo lavoro di Miyazaki che mi ero persa al cinema.
E’ una pellicola davvero molto bella, anche se non arriva alla perfezione de La citta’ incantata: probabilmente quello che rende impeccabile il lavoro precedente e’ l’introduzione che accompagna personaggi e spettatori in un mondo fantastico, mentre l’Europa di fine Ottocento percorsa da macchine volanti a vapore in cui e' ambientato Il castello errante di Howl lascia spiazzati (mi ha ricordato Steamboy) e Sophie, la timida cappellaia non e’, almeno all’inizio, un personaggio accattivante e la maledizione che la trasforma in una vecchia non aiuta il procedimento d’identificazione con la protagonista. Superato lo sbigottimento iniziale il film riesce a prendere un suo ritmo e ad appassionare per la sua vena a tratti malinconica (bellissimo il valzer, leit-motiv della colonna sonora) ma anche ironica.
Resta sempre insuperabile la magnificenza delle immagini create dal Maestro Miyazaki.

Per quanto riguarda la versione limited edition del dvd, contiene extra sicuramente interessanti anche se la presentazione non e’ soddisfacente, ad esempio l’intervista a Diana Wynne Jones riporta solo le risposte dell’autrice e invece delle domande compaiono dei fotogrammi del film che dovrebbero introdurre l’argomento, una didascalia non avrebbe fatto male e neppure presentare la donna come l’autrice del romanzo da cui Miyazaki ha tratto il film (magari anche nella presentazione degli extra in copertina), cosa che si riesce comunque ad evincere dall’intervista.
La visita di Miyazaki alla Pixar e’ interessante per ottenere ragguagli sulla versione americana del film , mentre i venti minuti dedicati alla computer grafica che sta dietro al movimento del castello sono estremamente tecnici; rivedere tutto il film attraverso lo storyboard a cui e’ stato aggiunto il sonoro puo’ essere un’esperienza significativa.
Il fotogramma originale della mia confezione rappresenta Sophie che decide di cucinare le uova sulla testa di Calcifer.

giovedì 12 gennaio 2006

Il Tesoro del castello senza nome

Img_173149_med_2Il parigino Jean-Loup, va in vacanza nella colonia di Campo Verde, sulle Ardenne Belghe; ben presto entra a  far parte del gruppo dei Cinghiali, superando le necessarie prove di coraggio, diventando inseparabile amico del capobanda, Bruno, detto Cow-boy.
La colonia prevede ogni anno una grande caccia al tesoro da svolgersi nelle foreste: questa volta i ragazzi devono aiutare lo storico del paese sulle  tracce di un tesoro templare. Il gruppo formato da Bruno Jean-Loup, Lustrucu e Byloke, si unisce ad un altro coinvolto nella ricerca di cui fanno parte Patrick, il tedesco Franz e la bella canadese Marion. I ragazzi riescono a trovare il nascondiglio del tesoro, ma qualcuno cerca di fermarli: il tesoro trovato non e' quello dei templari, ma il bottino di una banda di pericolosi malviventi..

Tesorocastellosenzanome1cbE' uscito in dvd all'inizio del 2005 il classico  per eccellenza dei telefilm per ragazzi, coproduzione franco-belga del 1969 sbarcata in Rai nel 1972.
Rivisto a distanza di decenni lo sceneggiato riesce ancora ad essere avvincente e si capisce la motivazione dell'enorme successo avuto all'epoca mescolando tutti gli aspetti che possono interessare l'infanzia: c'e' il lato storico-misterioso dei templari, con la ricerca del tesoro tra  cunicoli ed anfratti, quello tecnico-sportivo delle gare in go-kart, l'uso dell'aeroplano telecomandato e delle fughe in moto e poi c'e' il lato avventuroso del poliziesco che e' forse quello che ha retto meno alla prova del tempo con una soluzione un po' semplicistica del giallo.
Per certi versi la morale de Les Galapiats puo' ricollegarsi ad Harry Potter spingendo il bimbo a trovare in se' la forza e il coraggio di affrontare le situazioni piu' impensabili,  mentre HP  deve sublimare nella magia, i primi anni '70 permettevano ai bambini maggior liberta' per l'azione pratica (il telefilm si basa su un vero episodio di cronaca che aveva per protagonisti due intraprendenti ragazzini che smascherarono una banda di ladri).
Lo sceneggiato  fu realizzato con molta  cura e attenzione: si tratta di una delle prime produzioni a colori della tv  francese, la colonna sonora e' tutt'ora famosissima; venne diretto con mano sicura da Pierre Gaspard-Huit regista di film di genere dei primi anni '60 passato alla televisione dopo il repulisti della Nouvelle Vague e i protagonisti divennero subito idoli dell'infanzia europea: personalmente stravedevo per Jean-Loup.

Il dvd della Yamato offre un discreto restauro della pellicola, anche se ogni tanto si nota qualche squadrettatura, gli extra sono interessanti: raccontano la genesi e la lavorazione del film, facendo venir voglia di visitare i luoghi che hanno fatto da scenario alla vicenda: Stavelot ospita ancora oggi la congrega dei Blanc Moussi.

mercoledì 4 gennaio 2006

Les enfants du paradis

1945,
con Arletty, Jean Louis Barrault, Pierre Brasseur
regia di Marcel Carne'

Lesenfpara02Il mimo Baptiste salva la bella Garance da un accusa di furto, e le trova un lavoro a teatro:  tra i due scocca l'amore ma mentre per lei l'amore e' "cosi' facile", lui non riesce a cedere immediatamente alla passione, la ragazza allora si concede a Lemaitre, un altro attore della compagnia.  Quando capisce di essere innamorata di Baptiste, Garance rinuncia anche alla corte di un conte, ma per uno scherzo del destino e' costretta a ricorrere alla protezione del nobile per salvarsi dalla galera. Passati alcuni anni Baptiste e Lemaitre sono diventati due grandi del teatro, una sera Lemaitre si reca ai Funamboles per vedere l'ultimo lavoro di Baptiste e in un palco trova Garance che assiste di nascosto allo spettacolo. La donna, che continua a vivere con il conte, confida di essere ancora innamorata del mimo ma di non osare rivelarsi perche' ormai Baptiste e' sposato. Saputo della presenza di Garance  in teatro, Baptiste abbandona spettacolo e famiglia, ma consumata una sola notte d'amore i due si perdono tra la folla.

Enfantsduparadis E' uno dei finali piu' belli della storia del cinema a concludere la vita romanzata del mimo Baptiste Deburau  e del suo amore per l'equivoca Garance, capolavoro  assoluto della coppia Marcel Carne' e Jacques Prevert,  e forse  anche della cinematografia francese.
Si tratta di un'opera grandiosa sia per la  lunghezza (195 minuti divisi in due parti, Le Boulevard du crime e L'homme blanc) che per la  la ricostruzione in studio del "Boulevard du Crime" come era chiamato nella seconda meta' dell'ottocento il Boulevard du Temple a Parigi dove sorgevano i teatri di vaudeville.  La magnificenza del  film risalta ancor piu' se si pensa che e' stato realizzato tra mille difficolta' (economiche e politiche) nel pieno della Seconda Guerra Mondiale.
Alla bellezza formale si unisce l'eccellenza dei dialoghi di Prevert, raffinati e profondi: molte battute potrebbero essere dei perfetti aforismi.
I protagonisti, interpretati da un cast in stato di grazia, sono archetipi dell'ideale amoroso: il romanticismo lunare di Baptiste, la sicurezza nel proprio sentimento di Nathalie, che diventera' sua moglie, l'amore per la liberta' della bella Garance, la gelosia del Conte di Montray, il narcisismo di Lemaitre, mettono in scena la giostra amorosa dove si insegue chi non ci riama e la battuta piu' emblematica e ripetuta  e' "perche' non mi ami come ti amo io?".
Il tutto sotto lo sguardo di un nefasto destino, rappresentato dal laido  straccivendolo Jerico.
Alla metafora amorosa si unisce l'esaltazione delle forme piu' "basse" dell'arte teatrale, quel vaudeville che ospitera' anche la neonata arte cinematografica: cio' da modo agli autori di sottolineare il rapporto tra realta' e finzione: e' piu' affascinante la rappresentazione della vita che la vita stessa,  come indica anche il titolo: gli "enfants du paradis" sono infatti gli spettatori del loggione, il pubblico piu' povero ma piu' sincero (anche se in forma molto blanda, dati i tempi, lo spirito del Fronte Popolare permea comunque quest'opera) e il concetto e' ribadito anche nella scena  dell'omicidio del Conte compiuto da Lacenarie che avviene fuori campo mentre la macchina stringe sul volto di Avril, lo scagnozzo di Lacenaire, per leggervi le emozioni dell'evento.

Img_139195_lrgVa reso merito alla Bim di aver messo sul mercato l'edizione integrale del film, praticamente invisibile in Italia dato che dal 1945 gira un'oscena versione dimezzata col taglio di tutte le pantomime che va sotto il nome di Amanti perduti. La schifezza fa parte degli extra del dvd (ho provato a guardarla ma sono contro  le sevizie, anche quelle filmiche!) piu' interessanti gli altri extra, interviste a Paolo Mereghetti e a Cristina Bragaglia, docente di Storia e Critica del Cinema all'Universita' di Bologna che inquadrano storicamente e criticamente l'opera.
La versione integrale e'  solamente in francese con sottotitoli italiani, e la cosa mi dispiace perche' il  monologo di Lacenaire in italiano era davvero interessante nel dare la colpa ai libri della propensione al crimine del perfido anarchico.

lunedì 29 agosto 2005

Se mi lasci ti cancello

Ho acquistato il doppio dvd di The eternal sunshine of the spotless mind, poetico titolo (e’ un verso di Pope) orribilmente deturpato dalla traduzione italiana.
Il film mi e’ piaciuto molto per certi versi mentre non mi ha soddisfatto per altri. Ho amato molto la fotografia e la regia di Michael Gondry che e' stato abilissimo nel rendere le atmofere surreali ed a tratti angoscianti dello script.
Ho trovato molto interessante la storia, anche se sono riuscita a sopportare a malapena il personaggio di Joel cosi noioso ed insicuro, di conseguenza la sua storia d’amore con la folle Clementine non mi ha convinto piu’ di tanto perche’ manca del tutto l’elemento giocoso. Anche il fatto che Joel cerchi di salvare il ricordo di Clem nascondendolo tra le memorie d’infanzia, se da una parte suffraga la teoria che una persona si innamora sempre di cio’ che gli manca, dall’altro dimostra che il protagonista non e’ altro che un povero sfigato, del resto anche se tutto il film si svolge nella sua testa, lui non fa che seguire , anche nel suo mondo piu’ intimo, le direttive di Clem.
All’antipatia del personaggio si unisce anche la scarsa considerazione che ho dell’attore che lo interpreta, Jim Carrey la cui prova per quanto osannata, mi e’ piaciuta poco perche’ trapelava lo sforzo compiuto dall’attore per trattenere la gigioneria che lo contraddistingue e credo che le scene d’infanzia siano state quasi obbligate per dargli modo di recitare sopra le righe come suo solito.
Mi e’ piaciuto molto l’innesto della storia di Mary, la segretaria della Lacuna: nel commento al film, regista e sceneggiatore sottolineano il contrasto tra la storia “tutto in una notte” del personale della clinica e i due anni d’amore di Joel e Clem, inoltre nella sezione delle scene tagliate c’e’ la versione integrale di quando Mary va a risentire il nastro della sua memoria perduta e scopre che il “buon” professore di sui si era innamorata l’aveva indotta ad abortire, peccato che questo particolare sia rimasto fuori dalla versione definitiva del film perche’ avrebbe sicuramente dato piu’ spessore alla scelta della ragazza di restituire i ricordi a tutti coloro che si erano serviti della clinica.
Questa sezione e’ forse la piu' interessante del disco di extra: ci sono anche le scene con la fidanzata precedente di Joel, personaggio poi tagliato; la qualita' del materiale girato avrebbe meritato una versione piu' lunga del film perche’ le soluzioni proposte erano interessanti e molto spesso fortemente esaustive.
Poco soddisfacente invece il commento sonoro di Gondry e Kaufmann: innanzitutto anche la posizione all’interno del dvd lascia perplessi, non lo si trova nel menu’ principale ma tra le funzioni della scelta della lingua, poi si capisce chiaramente che i due erano molto disinteressati a questa operazione, soprattutto Charlie Kaufman: lo sceneggiatore parla pochissimo ed a monosillabi, ad un certo punto dopo un lungo silenzio Gondry gli ricorda che dovrebbero dire qualcosa.
Sinceramente come fruitori non se ne riceve una bella sensazione..

giovedì 28 aprile 2005

Be Cool / Get Shorty

Prima di andare al cinema a vedere Be Cool (la recensione e’ su ImpattoSonoro) ho rivisto Get Shorty nell’edizione speciale a due dvd.
Pur non essendo un capolavoro, il primo capitolo della saga di Chili Palmer ha mantenuto inalterata nel tempo la sua divertente freschezza poco impegnativa che lo rende ancora oggi un film molto godibile.
L’edizione del dvd e’ molto piacevole e qualitativamente buona. Gli extra rispecchiano la natura un po’ sbruffona del mondo hollywoodiano infatti nelle featurette i protagonisti si prendono dei meriti che il regista nel commento audio aveva attribuito a se stesso (John Travolta ad esempio sostiene di aver voluto personalmente che fosse inserita la scena in cui Chili Palmer va al cinema a vedere L’infernale Quinlan).
E' molto divertente la scena tagliata del cimitero con il cameo di Ben Stiller nei panni di un giovane regista appena uscito dall’universita’ che gira uno degli horror di Harry Zimm con dei movimenti di macchina assurdi per dimostrare le proprie capacita’ e che viene ripreso dal produttore gaglioffo che vuole inquadrature piu’ prosaiche che inchiodino lo spettatore alla sedia.
L’extra piu’ interessante e’ quello che narra la genesi del libro e la sua trasposizione sul grande schermo: e’ ormai noto che il personaggio di Travolta e’ ispirato a una persona realmente esistente: Ernest “Chili” Palmer, ex strozzino di Brooklyn poi diventato investigatore privato. Elmore Leonard lo conobbe casualmente sul finire degli anni ‘70 e si appassiono’ alle sue vicende, in Get Shorty compare brevemente all’inizio del film come “picciotto” di Ray Barboni.
Mi ha molto divertito trovare un blooper in questo extra: per l’inserto a Las Vegas, Leonard racconta di essersi documentato accuratamente tramite un aiutante che gli mandava foto e descrizioni dettagliate dei grandi casino’ e a testimonianza di questo una voce fuori campo legge alcune righe del romanzo scritte in sovrimpressione su un resort con tanto di pagina da cui e’ tratta la citazione, purtroppo l’albergo scelto per illustrare la narrazione e' Il Bellagio, ancora in costruzione alla meta’ del 1998 mentre il romanzo e’ stato scritto nel 1990!
Tra i contenuti speciali si puo’ anche trovare un anticipazione di Be Cool, e forse proprio per spingere il nuovo film, il dvd si trova facilmente in offerta: io l’ho trovato a meno di 12 euri al Bennett.

martedì 20 luglio 2004

L'uomo lupo

Larry Talbot, secondogenito di una nobile famiglia torna nel villaggio natio dopo lungo tempo, in seguito alla morte del fratello maggiore, conosce la bella figlia dell’antiquario e per corteggiarla compra un bastone il cui pomo rappresenta una testa di lupo in argento. Una sera, dopo l’arrivo degli zingari in citta’, va con Gwen e un' altra ragazza a farsi leggere le carte, ma quest’ultima viene aggredita e sbranata da un lupo feroce, Talbot interviene e lo uccide con il bastone, ma il lupo riesce comunque a morderlo. Chiamati rinforzi e tornati sul luogo dell’aggressione accanto alla ragazza si trovera’ il cadavere non di un lupo, ma dello zingaro Bela (interpretato da Bela Lugosi). Incredulo di aver potuto scambiare un lupo per un essere umano, Larry interviene al funerale di Bela e la madre dello zingaro gli svelera’ il mistero della licantropia: chi viene morso da un lupo mannaro senza restare ucciso verra’ colpito dalla stessa maledizione!
Ben presto nuovi omicidi sconvolgono il paese, e Talbot chiede aiuto al padre che lo convince che la sua sia solo suggestione, ma quando il licantropo sta per sbranare Gwen, e’ proprio il padre a doverlo uccidere con il medesimo bastone dal pomo d’argento.






Giudizio del film


L’ultimo grande horror classico della Universal e’ datato 1941e sinceramente e’ di gran lunga minore ai grandi film di mostri degli anni ’30. La storia e’ parecchio confusa, probabilmente per grosse modifiche alla sceneggiatura apportate poche settimane prima dell’inizio delle riprese. Al copione lavoro’ principalmente Curt Siodmak, che riesce a costruire un impianto degno di una tragedia greca, dove il destino avverso profetizzato non puo’ che compiersi in maniera ineluttabile. Essendo girato nel 1941, e opera di un fuoriuscito ebreo di origine tedesca, nel film non possono mancare riferimenti latenti alla seconda guerra mondiale: il segno che contraddistingue la stirpe dei licantropi e che appare sulle loro prossime vittime e’ un pentacolo che ricorda la stella di David che i nazisti imponevano sui vestiti degli ebrei. Il film viene finito nel novembre del ‘41 quando gli Stati Uniti erano ancora neutrali al conflitto, quindi la parte della pellicola che rappresenta l’incredulita’ del padre nei confronti della condizione del figlio, ma che messo di fronte alla sua inumanita’ e’ costretto ad ucciderlo puo’ essere letta come un monito all’America.


Giudizio sul DVD


Questa edizione, facente parte di una collezione dedicata ai monster classici della Universal, e’ molto interessante.
Oltre ad un buon riversamento della pellicola, troviamo un documentario intitolato Mostri al chiaro di luna, presentato da John Landis che ci racconta l’evoluzione dell’uomo lupo nella filmografia Universal: il licantropo figura gia’ in Dracula, almeno con il suo terribile ululato, dopo il successo di Frankenstein e lo sviluppo di make up sempre piu’ complessi, viene stesa da Robert Florey la sceneggiatura di un film sull’uomo lupo che doveva essere interpretata da Boris Karloff: la vicenda era ambientata nelle alpi bavaresi e raccontava di un ragazzo che si trasforma di un lupo mannaro, dopo esser stato allevato da un branco di lupi che gli avevano sbranato la famiglia. Il progetto viene accantonato per timore della censura.


Ne Il segreto del Tibet del 1935 la storia e’ incentrata sulla licantropia, ma il film non ebbe successo, probabilmente perche’ il trucco del werewolf non era troppo accurato, sempre per timore di non creare qualcosa di troppo spaventoso, solo nel 1941 Lon Chaney Jr. diede finalmente vita all'uomo lupo che e’ entrato nella storia del cinema.


Il commento del film condotto da Tom Weaver, e‘ ricco di informazioni anche sugli attori minori e illustra i pezzi di set che provenivano da altri film dell’Universal o che entreranno poi in altre scenografie.
E’ molto interessante il parallelo con l’horror psicologico che Val Lewton introdusse l’anno seguente alla RKO con Il bacio della Pantera: di certo tra un uomo lupo e una donna pantera qualche attinenza c’e’ gia’ nel tema, ma la cosa piu’ interessante e’ che nella stesura originale e modificata all’ultimo minuto, non ci sarebbe dovuta essere nessuna trasformazione visibile in lupo: veniva lasciata allo spettatore la possibilita’ di decidere se Larry Talbot fosse stato veramente colpito da licantropia o solo da una turba psichica, anticipando in questo modo lo stile l’horror che salvo’ la RKO dal fallimento, ma produttori poco disposti a rischiare preferirono restare legati alla tradizione degli anni ‘30 fatta di spettacolari make up, segnando cosi’ il declino della grande tradizione horror della Universal.

martedì 22 giugno 2004

Moulin Rouge!

Giudizio del film





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Giudizio del DVD


Questa e’ quella che si definisce un’edizione di lusso, con due DVD ricchi di extra, alcuni molto interessanti, soprattutto quelli che spiegano i punti da cui si e’ sviluppata la storia: il concetto basilare e’ stato quello di intendere il Moulin Rouge come un luogo di attrazione e liberta’ creativa e trasgressiva alla stregua dello Studio 54 a New York o delle discoteche ibizenche sul finire degli anni ‘80.
Extra azzeccato per un musical quello di aggiungere la versione estesa dei balletti.
Troppo tecnico forse quello dedicato ai montaggi alternativi.
Personalmente ho trovato un po’ avvilente che nella versione del film commentata dal regista Baz Luhrman, dalla costumista e dal direttore delle luci si sia insistito molto sullo svelamento dei trucchi digitale: rischia di togliere magia a una storia cosi’ bella e affascinante

mercoledì 12 maggio 2004

Prova a prendermi

A 16 anni Frank Abbagnale Jr. fugge di casa, incapace di scegliere con quale genitore andare a vivere dopo il loro divorzio: per i successivi quattro anni vivra' di truffe, spacciandosi prima per un pilota della PAN AM, poi per un medico ed infine per un avvocato. Carl Hanratty, agente dell'FBI fara' della sua cattura un fatto personale.






Ispirato alla vera vicenda di Frank Abbagnale jr., Spielberg utilizza il film per raccontare il mito dell'America degli anni 60, quando tutto era possibile, anche se si evidenziano i difetti che ancora oggi scontiamo: l'apparenza e la superficialita'.
Molto interessante il rapporto di Abbagnale con il padre, un grandissimo Christopher Walken, e lampante il ruolo di padre putativo che ben presto assume l'agente Hanratty.


Giudizio del DVD


Innegabile, la qualita' della traccia audio-video, l'edizione contiene due dischi, di cui uno di extra particolarmente interessanti: il regista e il cast raccontano la loro esperienza: pare che il libro in cui Abbagnale racconta la sua vicenda, sia un cult in America, piu' volte tentato di portare al cinema: ci riesce Di Caprio che "arruola" Spielberg come regista.
Molto ghiotto il documentario in cui Abbagnale racconta brevemente la sua esperienza, anche se e' eccessiva la divisione in capitoli che spezza troppo il racconto.

martedì 13 aprile 2004

Man on the moon

Non si puo' partire che dai titoli di coda che scorrono all'inizio del film per entrare nel mondo sfasato di Andy Kaufman, intrattenitore americano dei tardi anni '70. Viene solitamente definito un comico perhe' nasce con il Saturday Night Live, ma Kaufman preferisce definirsi show-man, e la sua intenzione e' quella di portare a galla, in chi assiste ai suoi spettacoli, le emozioni piu' sopite, da qui silenzi, verita' svelate con tanto candore da risultare assurde e burle costruite su continui colpi di scena studiati a tavolino, tanto che anche la sua vita reale diviene un miscuglio di realta' e finzione in cui non ci si raccapezza piu'.






L'affascinante film di Forman sulla vita dell'eversivo show man Andy Kaufman e' accompagnato da brevi extra su disco solo in lingua inglese senza sottotitoli e anche l'extra cartaceo che accompagna il DVD non e', a mio parere, del tutto esauriente: il personaggio di Kaufman e' poco noto fuori dai confini americani e l'allegato non offre un' adeguata nota biografica , ma preferisce rimandare il lettore ad alcuni siti internet. Andy fu protagonista di una sit-com, Taxi, che se non erro fu trasmessa anche in Italia, ma neppure su questa notizia ho trovato informazioni esaustive. Insomma l'esperienza con questi extra e' deludente e frustrante come un happening di Kaufman, (ho reimpostato lingua e sottotitoli diverse volte, pensando che fosse il mio lettore ad avere problemi, rivivendo la scena del film in cui il comico monta il suo special con le immagini che saltano per far credere allo spettatore che sia la sua tv ad esser guasta) senza la soddisfazione di prestarsi a un intelligente gioco mediatico.
Il secondo DVD della serie DVD Cult di Film Tv, si e' rivelato un po' deludente.

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