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mercoledì 3 maggio 2006

I 75 anni dell'Empire State Building

Empire

Ieri ho sentito alla radio che l’Empire festeggiava i 75 anni, il sito ufficiale riporta come data di apertura il primo maggio 1931; qualunque sia il giorno esatto, quale occasione migliore di questo anniversario per tirare fuori dal cassetto un pezzo che ho scritto sul grattacielo piu’ cinematografico del mondo?


L’Empire State Building, splendido edificio decò costruito tra il 1929 e il 1931 è una delle mete obbligate per chi si reca a New York: ormai non è più il grattacielo più alto del mondo, ma rimane uno dei simboli della Grande Mela, ed è entrato anche nell’immaginario cinematografico.
Nell’empireo di celluloide il grattacielo entrò due anni esser stato edificato, nel 1933, quando venne girata una delle scene più famose della storia del cinema: King Kong che lotta contro gli aeroplani aggrappato al pennone dell’Empire.
King Kong racconta di un gorilla gigante strappato all’isola fantastica dove vive; trasformato in fenomeno da baraccone per la gioia dei newyorkesi, il potente gorilla riesce a scappare dalla gabbia e scalato l’Empire come fosse una montagna viene assassinato da un attacco aereo.
Nel celebre film di Merian C. Cooper e Ernest B, Schoedsack non mancano i riferimenti al mito della bella e la bestia, infatti Kong si innamora della bella Ann Darrow e sacrifica la sua vita pur di salvarla. Il film portò molta notorietà all’attrice che interpretò il ruolo, Fay Wray, e quando l‘attrice è scomparsa nel 2004, le luci che perennemente illuminano l’Empire sono state spente in suo onore.

Kingkong

Le avventure di King Kong sono state riprese più volte ma i remake ufficiali sono due: quello del 1976 dove nelle locandine il gorilla poggia sulle Twin Towers: il film si segnala per il debutto di Jessica Lange nella parte della bella e per gli effetti speciali curati da Carlo Rambaldi e alla fine del 2005 e' uscito il rifacimento di Peter Jackson: nonostante il regista uscisse dal successo della trilogia tolkeniana de La compagnia dell’anello, la sua nuova pellicola non e' riuscita a sbancare i botteghini.
Se King Kong ha reso indimenticabile il profilo del grattacielo, i suoi interni hanno fatto da scenario a un altro famoso film anche questo rifatto tre volte, di un genere completamente diverso da quello avventuroso del celebre gorilla, il melodramma An affair to remember, titolato in italiano Un amore splendido. La versione più famosa del film è quella del 1957 con Cary Grant e Deborah Kerr; si narra l’incontro di un uomo e una donna su una nave, mentre tornano dall'Europa: i due si innamorano ma avendo dei legami precedenti, si danno sei mesi di tempo per capire se il loro è vero amore e fissano un appuntamento sulla terrazza dell’Empire. L’uomo si presenta all’appuntamento a differenza della donna; amareggiato, pensa che per lei si sia trattato solo di un’avventura passeggera, solo tempo dopo la rincontrerà su una sedia a rotelle: un’auto l’aveva investita mentre si stava recando al loro appuntamento!


Amoresplendido_1

Il film è firmato da Leo McCarey che aveva già diretto una prima versione della pellicola nel 1939, intitolata Un grande amore (Love affaire), stessi titoli per il pessimo remake del 1999 che vede protagonisti Annette Bening e Warren Beatty. In qualunque versione il film sia conosciuto, la pellicola resta un caposaldo della commedia sentimentale e infatti nel 1993 la regista Nora Ephron omaggia la famigerata storia d’amore che doveva coronarsi sull’Empire State Building facendo incontrare sulla cima del palazzo Meg Ryan e Tom Hanks, protagonisti del suo Insonnia d’amore (Sleepless in Seattle).


EmpirewarholL’indissolubile legame tra l’Empire State Building, New York e il cinema è sottolineato dal film sperimentale di Andy Warhol che ancora una volta indaga nel suo modo dissacratorio, i simboli pop in Empire (1964), una ripresa a telecamera fissa puntata sul famoso edificio lunga otto ore.

martedì 14 febbraio 2006

My funny Valentine

Prendo spunto da Il Cinematografo  che stila una bizzarra classifica (da In the mood for love a Autumn in New York!) delle dieci   piu' romantiche love story della storia del cinema per dare la mia personale cinquina correggendo la dose di melassa con grandi iniezioni di amour fou.

Femminafolle_2Femmina folle
una donna si innamora follemente di un uomo che vuole esclusivamente per se': nella sua follia non esitera' ad ucciderne il fratello malato e a liberarsi del figlio che aspetta dall'amato.


Duelloalsole_1
Duello al sole
tra la bella meticcia  e il cinico  figlio di un allevatore di bestiame nasce una passione che finisce a pistolettate sulle montagne del Messico e si conclude con un abbraccio mortale

Jezebel_1La figlia del vento
viziata nobildonna sudista rinuncia al grande amore della sua vita per un capriccio, ma quando lui si ammala di febbre gialla lo seguira' nel lazzaretto







SensoSenso
la contessa Livia Serpieri dilapida il denaro che serve a liberare l'Italia dagli austriaci per la passione di un bel tenentino austroungarico, quando capisce che lui non la ama  lo denuncia e lo fa fucilare.







ArlettyLes enfants du paradis
il mimo Baptiste ama l'equivoca  Garance ma il destino concede loro solo una notte d'amore

lunedì 9 gennaio 2006

TV Star

Tvstar5xs_1

Questo inizio d'anno sembra caratterizzato dall'esordio cinematografico delle starlette televisive americane: apre le danze la veterana Jennifer Aniston, protagonista indiscussa di Vizi di famiglia, seguira' Sarah Jessica Parker che per La neve nel cuore si e' meritata una nomination ai Golden Globe come migliore attrice e terminera'  Calista Flockhart con l'horror Fragile.
Ho visto solo il mediocre lavoro della Aniston  che  racconto su ImpattoSonoro, ma qualunque sia il livello degli altri film, dai trailer si evince  quanto confermato da Vizi di famiglia:  le nuove leve cinematografiche ripropongono il modello televisivo che le ha imposte: la Parker frigna come quando Big trascurava Carrie ma la palma dell'impossibile spetta alla Flockhart: impensabile credere che riesca a vedere i bambini morti con le medesime espressioni basite di Ally Mc Beal, che ci ha abituate a visioni piu' strampalate che macabre!

giovedì 10 novembre 2005

Lucas strikes again

E’ ormai assodato che George Lucas abbia costruito la doppia trilogia di Star Wars saccheggiando l’immaginario cinematografico precedente, non stupisce quindi che nel suo meltingpot di stili e citazioni finisca anche Cecil B. De Mille, il regista che ha fatto dell’epopea e delle produzioni grandiose il suo marchio di fabbrica: dando un’occhiata ai film di De Mille trasmessi lo scorso fine settimana da FuoriOrario si nota immediatamente che i titoli di testa de La conquista del West (1936) e La via dei giganti del 1939 fuggono in diagonale sullo schermo, dal basso verso l’alto come le didascalie che raccontano di quella galassia lontana lontana..






mercoledì 14 settembre 2005

Il signore e la signora Smith


Quando si e’ iniziato a vociferare della liason tra Angelina Jolie e Brad Pitt nata sul set, pensavo che il film galeotto, Mr. and Mrs. Smith fosse il remake dell’omonimo lavoro di Hitchcock del 1941, l’unica commedia brillante girata dal regista. La pellicola di Hitch racconta dei signori Smith, interpretati da Robert Montgomery e Carole Lombard, che dopo alcuni anni di matrimonio scoprono che le loro nozze non sono valide per un vizio legale: dovranno decidere se risposarsi o lasciarsi (sarebbe il momento ideale per un remake italiano, se si aggiunge l’opzione di restare una coppia di fatto, cosa che, se non erro, il marito proponeva gia’ nella commedia del ‘41) In realta’ il Mr. and Mrs. Smith della coppia Pitt/Jolie e’ una spystory virata al rosa, ma il richiamo al film di sir Alfred Hitchcock ritorna prepotente, perche’ come nella sua pellicola l’amore trionfa anche nella realta' e presto la coppia’ piu’ chiacchierata di Hollywood convolera’ a nozze. In Italia, su quel ramo del lago di Como che e’ diventato il regno di George Clooney.

venerdì 26 agosto 2005

Il Re Scorpione

Stasera Canale5 trasmettera’ in prima visione per la tivvu’ generalista Il Re Scorpione, prequel assurdo del colossal piu’ brutto della fine del secolo scorso: La Mummia (1999) a cui era seguito un altrettanto deplorevole La Mummia - il ritorno (2001) la cui mancanza di originalita’ si rivelava anche nel titolo.
Il prequel si svolge in un epoca indefinita prededente al sorgere della civilta’ egizia, nella citta’ di Gomorra (!) ricostruita come neppure nei peggiori peplun teverini si poteva inventare, ed anche all’occhio meno allenato non possono sfuggire 4 colonne copiate papali papali da Cnosso.
Tra i vari demeriti del film c’era anche quello di voler lanciare nell’empireo cinematografico un campione del wrestling, The Rock (al secolo Dwayne Johnson), quale epigono dei vari Stallone o Scwharzenegger: l’attore si e’ rivelato una meteora dell’action movie e tenta di riciclarsi nella commedia come dimostra la sua partecipazione a Be Cool.
Pessime prove anche dal punto di vista dell’azione con scene che mancano di competenza: si va dai piu’ volgari colpi bassi a mosse pseudo marziali a la citazione de Il mio nome e’ Remo Williams dove Chuck Norris fermava le pallottole con le mani.
E pensare che l‘epopea de La Mummia e’ una delle piu’ gloriose della cinematografia horror di tutti i tempi: inizia nel 1932 con la prima versione di Karl Freund, dove Boris Karloff, reduce dal successo di Frankenstein da' vita a Himotep, egizio incautamente riportato in vita dalla lettura di un antico papiro, con l’inganno si mette alla guida di una spedizione archeologica per ritrovare la tomba della sua amata e resuscitarla, ma al gruppo si unisce una donna che pare la reicarnazione stessa dell’antica principessa, mandando in confusione il perfido Himotep.
Da questo capolovaro prolifera una serie infinita di sequel e remake , di cui certo il piu’ famoso e’ quello prodotto dalla Hammer nel ‘59.
In questa versione il protagonista e’ un sacerdote (interpetato da Christopher Lee) mummificato vivo per colpa del suo illecito amore verso una principessa del sangue, con il compito di vigilare sul sonno eterno del suo amore. Si risvegliera’ per salvare la tomba dell’amata dalla profanazione dei soliti incauti archeologi; il film diventa quasi un melo‘ fiammeggiante perche’ la somiglianza tra la figlia dell’archeologo e l’antica principessa causeranno l’imbarazzo della mummia che dopo aver seguito il suo amore redivivo fino a Londra, non trovera’ il coraggio di compiere la sua vendetta.
La versione del 1999 e’ solo una scusa per provare i nuovi effetti speciali consentiti dalla tecnologia digitale, la formula seguita e’ quella del film d’avventura con risvolti comici sulla scia di Indiana Jones ma il risultato e’ molto piu’ scadente: manca l’elemento basilare della sorprendente somiglianza tra la protagonista e la principessa morta e invece si introduce lo svarione storico delle 7 piaghe d’Egitto il cui numero viene pure aumentato..
L’incredibile successo del film ha permesso, purtroppo la realizzazione di un seguito dove la coppia di eroi prolifera: almeno nella serie de L’uomo ombra con Dick Powell e Mirna Loy in cui, con molta buona volonta’, e’ possibile trovare un precedente di queste avventure, i protagonisti si limitavano ad accudire un simpatico fox terrier di nome Asta!

lunedì 22 agosto 2005

N.

  L’ennesima interessante coincidenza vuole che termini di leggere il romanzo di Ernesto Ferrero la  notte che precede l’inizio delle riprese cinematografiche (cioe' oggi) del film diretto da Virzi’   e  tratto molto liberamente   dal libro: innanzitutto Martino Acquabona nel film sara’ giovanissimo  mentre nella narrazione e’ coetaneo dell’Imperatore malgrado all’inizio si  abbia la sensazione che sia un giovane idealista, ma N. e’ un testo molto  piu’ complesso di quello che appare dal suo scarno stile diaristico e benche’ di Napoleone vengano sottolineati tutti i peggiori difetti (molto dolorosi da leggere per una napoleonica per effetto pavloviano  come amo definirmi) alla fine il suo fascino rimane inalterato.
Virzi’  farà  invece “una rilettura ironico-patetica di Napoleone: una specie di fanfarone che fa un pò pena e un pò ridere ma suscita anche una specie di irresistibile attrazione".
Il suo Napoleone fanfarone sara’ interpretato da Daniel Auteuil e nonostante la bravura dell’attore non mi aspetto molto da questa caratterizzazione come non mi esalto’ nei panni del grande Corso, Marlon Brando, protagonista dell’insipido Desiree’.
Adoro invece le interpretazioni di Charles Boyer in Maria Walewska accanto a Greta Garbo e quella del grande ed unico Albert Dieudonne’ in Napoleon di Abel Gance; resto in attesa dell’imminente prova di Al Pacino nei panni di Napoleone relegato a Sant’Elena che amoreggia con una giovane britannica.




                                                                                                                

mercoledì 13 luglio 2005

Le strane vie della censura

Stasera su Rai3,intorno alle 23,40, andra’ in onda in prima visione Incantesimo Napoletano, deliziosa commedia di Genovese e Miniero.
Narra le vicissitudini di Assuntina Aiello, che pur essendo nata a Napoli da una famiglia di certissime e secolari ascendenze partenopee, fin dalla nascita si esprime in milanese e preferisce il panettone alla pizza. I genitori, imbarazzati da questo suo “difetto”, faranno di tutto per redimerla.
Mi ricordo che quando lo vidi al cinema trovai questo film molto divertente ed originale ma la cosa che proprio non riesco a scordarmi e’ che la pellicola era vietata ai minori di 14 anni e quello che piu’ mi lascia perplessa e’ che fece la sua rapida comparsa nelle sale a tempo di Mulholland drive di David Linch, che invece non aveva subito nessuna censura.
Sia ben chiaro che se fosse per me la censura non dovrebbe esistere ma a rigor di logica troverei piu’ scandaloso per il comune senso de pudore la scena onanistica del film di Linch che le simulazioni di atti sessuali in sottoveste e canotteria, con materassi che cigolano di Incantesimo Napoletano.
Se poi la pruderie non e’ di tipo sessuale ma di pensiero a maggior ragione Linch non lo dovrebbe battere nessuno, invece come ben ci insegnava Il nome della rosa, la risata e’ sempre l’arma piu’ pericolosa: e questo e’ uno dei motivi per cui prediligo le commedie.

giovedì 19 maggio 2005

Occhio per occhio dente per dente

Old boy e’ veramente un film bellissimo e stupisce la sua capacita’ di ammutolire il pubblico: nella sala in cui l’ho visto io era molto eterogeneo per eta’ e nonostante questo abbiamo tutti seguito col fiato sospeso le avventure di Oh dae-su (le mie preoccupazioni maggiori erano per un quartetto di over cinquanta che temevo non avrebbero retto fino alla fine ed invece..)
Qualche lieve imperfezione si trova nel meccanismo della trama: sono davvero l’unica che all’inizio ha sospettato la vera identita’ di Mi-do? Personalmente mi stava piu’ simpatico l’antagonista che il protagonista, e visto come si evolve il la trama mi rimane il dubbio che il vero protagonista sia Ujin.
Sono stata piu’ colpita dai diversi piani di lettura del film che tento di sviscerare nella recensione per ImpattoSonoro , che dalla violenza: ma forse la mia odissea odontoiatrica ha ucciso tutta la mia immaginazione a proposito di denti cavati in maniera poco ortodossa e parafrasando una battutta del film ho potuto seguire tutto con il coraggio di una tigre, cioe’ senza batter ciglio.
Quanto ad efferatezza una delle mie scene cult rimane sempre l’occhio fatto saltare col cucchiaio in Betty Blue, un film del 1986 che fu un vero mito per i ventenni di allora come Old boy lo e’ per i ventenni di oggi.
I due film non hanno nulla in comune, volevo semplicemente segnalare che l’introvabile film di Beinex e’ finalmente uscito in DVD in versione integrale (ahime’ senza extra).

venerdì 7 gennaio 2005

Sillogismi


Ma se The grudge e' piu' agghiacciante di The ring e Saw e' piu' agghiacciante di Seven, sara' piu' agghiacciante la scarsa fantasia linguistica di chi crea i trailer italiani o l'ingenuita' logistica di chi trasmette i "provini" in questione sempre contigui? Hai visto mai che qualcuno non ne noti l'identica struttura...


Upgrade: Cercando le foto per il post ho scoperto l'ennesima guerra santa scatenata dal Codacons contro la locandina di Saw: occuparsi dei prezzi di frutta e verdura no, eh?

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