Emmet Cole e’ un divulgatore scientifico che ha trasformato il suo decennale programma sulla natura in una sorta di reality sulla sua famiglia: il figlio Lincoln è cresciuto sotto lo sguardo delle telecamere accompagnando i genitori in giro per il mondo. L’ultima spedizione sul Rio delle Amazzoni pero’ Emmet la compie in solitaria, con il fido cameraman e durante il viaggio i due uomini spariscono. Dopo sei mesi dalla scomparsa di Cole si attiva improvvisamente un suo dispositivo e la moglie e il figlio partono alla ricerca dell’uomo con una squadra sponsorizzata ancora una volta dall’emittente televisiva che vuole filmare il salvataggio.
Ennesimo serial prodotto da Steven Spielberg che, dopo i dinosauri bruttini di Terranova e gli alieni perfidi di Fallen Skies produce questa serie horror avventurosa dove di orrorifico per ora si è visto molto poco. Sinceramente non avrei scommesso un soldo su questa serie perchè le precedenti produzioni di Spielberg le ho abbandonate a metà ma soprattutto perchè penso che l’horror non sia un genere adatto alla lunga produzione seriale: è oggettivamente molto difficile mantenere un livello costante di tensione e paura per tutti gli episodi della serie, non a caso The river dura solo otto puntate. Ma come ho già detto Ther river non fa paura anzi alcune trovate sono particolarmente ridicole e inficiano situazioni altrimenti interessanti alludo al bambolotto che gira la testa tra i tanti appesi sull’albero delle bambole.
Un altro elemento che a mio parere non è stato sfruttato a dovere è la dimensione del reality, il cinema ci ha già regalato opere in cui tutto veniva visto attraverso il filtro di una telecamera per cui lo spettatore non aveva la sensazione di assistere direttamente alla storia ma di riceverne una versione mediata. in The river si esce abbastanza disinvoltamente dalle situazioni filmate per passare a quelle dirette mentre con piccoli accorgimenti (telecamere nascoste, fuorionda, ecc..) tutto avrebbe potuto mantenere una dimensione metacinematografica.
Nonostante le pecche evidenti The river riesce ad intrigarmi probabilmente per la mia passione innata per il genere e la dimensione esoterica sposata all’esotismo del misterioso Rio delle Amazzoni mi ha catturato.










Natura o magia che sia sempre benigna, basta implorare perdono e/o rimediare al danno e tutto torna a posto. Troppo facile
Scritto da: Abicci | 23 maggio 2012 a 16:21
Non riesco a decidere se il finale mi è piaciuto o è una stronzata.. forse una stronzata che mi è piaciuta?
Scritto da: rocket67 | 05 luglio 2012 a 13:10