The star,
USA 1952
con Bette Davis, Sterling Hayden, Natalie Wood,
regia di Stuart Heisler
Margaret Elliot e’ stata una diva di prima grandezza ma ormai e’ in declino e ridotta sul lastrico. Finisce per essere arrestata per guida in stato di ubriachezza e a pagarle la cauzione e’ un ex attore che Margaret aveva lanciato e che ora si e’ ritirato dal cinema per dedicarsi alla falegnameria navale, l’uomo tenera’ di distogliere Margaret dall’ossessione per la sua carriera..
Si tratta di un film a basso costo, interamente costruito sulle doti di Bette Davis, che tanto per cambiare si guadagno’ una nomination agli Oscar; Sterling Hayden anche recitativamente e’ monolitico come il carattere del suo personaggio mentre la quattordicenne Natalie Wood interpreta la figlia che la diva ha avuto dal suo primo marito.
Il personaggio di Margaret Elliot (per cui la Davis disse di essersi ispirata a Joan Crowford) descrive l’amaro declino di un’artista che non vuole arrendersi al tempo che passa e neppure puo’ farlo, visto che dalla sua carriera dipendono le sorti economiche dei parenti sanguisuga e il prestigio della figlia, cosi’ l’artista continua a scendere la china fino alla patetica scena del provino per il ruolo della donna quarantenne recitata in maniera ammiccante con la speranza di arrivare al ruolo principale di una ragazza ventenne; provino che rivisto sullo schermo mettera’ finalmente di fronte Margaret alla realta’, in una scena madre che solo la Davis sa rendere credibile.
Forse si mettono in scena un po’ troppi cliche’ sul mondo hollywoodiano, ma la prima parte ha un che di claustrofobico ed ossessivo che puo’ valere la visione, mentre l’happy end e’ decisamente posticcio.
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