Ancora pochi giorni per vedere la mostra alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo su Werner Herzog nell’ambito delle celebrazioni torinesi
per i quarantacinque anni di carriera del regista tedesco.
L’evento e’ davvero accurato e approfondito, ad esempio le foto scattate sui set mostrano la fatica fisica che c’e’ dietro il lavoro del Maestro che infatti concepisce il suo cinema come un’attivita’ fisica e non un impegno intellettivo e come nella migliore tradizione atletica, nei film di Herzog prevale un sentimento di grazia e bellezza e si dimentica la fatica che sta dietro alle inquadrature.
Altrettanto interessanti i filmati che estrapolano le sequenze dei vari film che mettono in risalto alcune delle tematiche della teoretica herzoghiana introdotte da una frase del regista, i temi analizzati sono la fantascienza, il paesaggio, gli sguardi in camera che pur essendo considerati errori nella composizione cinematografica sono molto amati da Herzog, la catastrofe, l’estasi e il cammino dove c’e’ la magnifica sequenza di Nosferatu in cui Jonathan Harker cammina verso il castello del conte prima attraverso un sentiero che si snoda lungo un sereno paesaggio collinare, poi il percorso si fa via via piu’ accidentato ed oscuro ad introdurre la materia orrorifica del non morto.
Ci sono anche grandi foto degli allestimenti visionari che Herzog ha fatto per il teatro, quasi tutte opere wagneriane.
La maggior parte del materiale e’ composta da cortometraggi del regista (il primo western girato a 16 anni) o montaggi di interviste, documentari sulla sua vita (il piu’ visto e’ quello che filma Herzog mentre si mangia una scarpa per onorare una promessa), non possono certo mancare i 20 minuti di girato con Mick Jagger, prima scelta per interpretare Fitzcarraldo, la rockstar abbandono’ il progetto a causa dei numerosi ritardi di lavorazione e con tutta la simphaty for Jagger, meno male che e’ arrivato il pazzo e meraviglioso Kinski, ovviamente protagonista di gran parte dei documenti esposti, visto il suo rapporto privilegiato con il regista.
Segnali di vita e’ un evento da non perdere e non solo per gli appassionati di Herzog o di cinema, solo che bisogna diffidare dalla definizione dei comunicati stampa che spaccia l’evento come una semplice mostra fotografica e di videoistallazioni: io per videoistallazioni intendo il lavoro della giovane artista che ha creato dei bellissimi totem-mosaici con i paesaggi herzoghiani, non certo una dozzina di filmati dalla durata media di venti minuti, per vedere tutto approfonditamente sono da mettere in conto 3 o 4 ore, ma anche una visione piu’ rapida puo’ dare grande soddisfazione.
Mi scuso se non sono molto precisa nelle informazioni, vorrei citare il nome dell’artista ma siccome 7 minuti prima della chiusura della mostra il bookshop era gia’ stato completamente smontato e si era gia’ fatta la chiusura cassa, con mio rammarico non ho potuto comprare il catalogo.
Torino - Fondazione Sandretto Re Rebaudengo
Dal 16 gennaio al 10 febbraio 2008











Oibò (o come caspita si scrive) questa me l'ero proprio persa. Persa di vista (questo è poco ma sicuro), persa tout court (o come caspita si scrive). E la cosa è piuttosto grave perché QUANDO CASPITA MI RICAPITA. Grazie per la segnalazione dunque, che poi in realtà forse è peggio sapere d'averla persa (per sempre?)
Scritto da: Orson | 07 febbraio 2008 a 02:10
I totem luminosi a me personalmente non sono molto piaciuti. La qualità fotografica era bassissima ed erano screen captures da dvd (in 3 o 4 fotogrammi compare anche la classica icona triangolare "play") e, forse mi sbaglio ma non c'era la mano di Grazia Paganelli pure lì?
Rimane che i filmati proposti erano proprio belli, alcuni imperdibili.
C'e' la possibilità che la mostra si trasferisca (retrospettiva compresa) a Parigi al Centre Pompidou nel prossimo futuro, se Orson vuole farci un saltino.
Scritto da: LG | 07 febbraio 2008 a 12:09
Molto interessante il tuo blog. Ciao!
Scritto da: flo | 08 febbraio 2008 a 19:55
***Off Topic***
Ava! Ho visto il trailer di un nuovo film di Louis Nero! Non vedo l'ora di scatenarmi di nuovo!
O di essere smentito.
Un saluto
Scritto da: massi3v | 11 febbraio 2008 a 18:32