Nell’eterno dibattito su film doppiato o in versione sotto
titolata si inserisce un nuovo modo di ascoltare i film in lingua originale: la
traduzione simultanea.
E’ stato questo il metodo scelto dal
GenovaFilmFestival per proporre le pellicole.
Muniti di cuffette e un
marchingegno che riceve gli impulsi ad infrarossi, si ascolta in cuffia l’audio
originale piu’ la voce della traduttrice.
E’, sinceramente, un metodo un po’
bislacco: la voce anonima della traduttrice appiattisce i toni dei dialoghi, poi
spesso la si sente sospirare o comunicare alla regia i suoi problemi di audio.
La cosa divertente della traduzione simultanea de Le mura di Malapaga
e’ stato che essendo un film bilingue, dato che Gabin recita in francese mentre
tutto il resto del cast in italiano a parte Isa Miranda e la figlia, che sono le
uniche a conoscere anche il francese, la traduttrice continuava imperterrita a
tradurre in italiano le battute in italiano! Ragion per cui ben presto il
pubblico si e’ limitato a indossare le cuffiette solo quando compariva Gabin in
scena.











ORRORE !!
E hannoa anche aggiunto un secondo sottofndo musicale, magari composto da Stokhausen ? !! ?
scritto da Gattalberto alle ore 11:07:05
..scenografia del denaro...credo che il vantaggio sia dato dal fatto che nei cinema i pilastri sono generalmente molto distanziati...quindi permettono una maggiore libertà alla pianta..pero'che squallore
scritto da spiderfrommars alle ore 06:55:35
c'hai ragione, hanno bisogno di uno spazio grande come un palcoscenico per il caveau?
scritto da ava alle ore 19:45:01
..se ci fai caso, di solito dalle sale cinematografiche dismesse ricavano delle filiali bancarie...questo qualcosa vorrà pur dire..:(
scritto da spiderfrommars alle ore 09:56:59
...magari...non vi farei neanche pagare la parcella...
scritto da spiderfrommars alle ore 09:54:53
Sa' Manu? facciamo sta societa? cinemi in disuso SRL?
tanto l'architetto per la ristrutturazione ce l'abbiamo .-)
Anche a Tortona ce n'e' uno abbandonato, pero e' tutto chiuso e non posso sbirciare, solo ricordarmelo :-(
scritto da ava alle ore 19:32:33
Ogni volta che vedo un cinema in disuso cerco di sbirciare all'interno. Vorrei poter entrare, comprarlo, riutilizzarlo... Ce n'era uno bello in Via Pier della Francesca a Milano, ci ho sbirciato dentro per anni; un anno fa hanno cominciato i lavori; fortunatamente sarà la sede di un teatro... (però io l'avrei sfruttato meglio) Vendetemi una sala cinematograficaaaa!!! ;o)
scritto da Emanuela alle ore 20:49:37
scritto da Emanuela alle ore 20:47:04
...Myr...COLLEGA!!!(scherzo...non intendo offenderti :)... pero' la tua disamina non fa una grinza che sia una...)
Ava...un post sull'evoluzione tipologica delle sale sarebbe fantastico.
Per quanto riguarda la discussione, io credo che incidano diversi fattori. In primo luogo, un sostanziale imbarbarimento culturale che appiattisce tutto alla logica del profitto. Giro di ruspa e blocchetti di cemento, perchè vale solo quello che economicamente produce reddito.Adolf Loos diceva che una società sana produce oggetti "sani" una società malata no.Siamo evidentemente una società malata che non sa piu' dare il valore alla propria storia. Del resto vuoi mettere come sia piu' redditizio un bel parcheggio multipiano rispetto a una villetta liberty? Il fatto che sia "brutto" poi...chi lo stabilisce?...quattro impiegati comunali che misurano l'estetica in centimetri o un'opinione pubblica con una cultura a livello "ground zero"?. In teoria per disegnare la città, ci vorrebbe un ritorno all'urbanistica, che oramai da noi è una disciplina morta. Le dinamiche che disegnano il territorio sono esclusivamente di tipo economico,ed essendo gli attori del processo molto spesso in conflitto tra di loro, il risultato di questo percorso, dà vita a spazi assolutamente disarmonici e mal progettati. Come rammenta giustamente Myr, si ragiona in termini di edifici isolati, magari anche belli ma inesorabilmente condannati a essere inseriti in tessuti connettivi assolutamente sfrangiati.Quindi, in sostanza, edifici assolutamente autoreferenziali. Dei bei soprammobili in super scala insomma.(si guardi il progetto dell'area della ex fiera a Milano e le logiche abominevoli che stanno dietro i processi decisionali).Questo rappresenta il fallimento dell'idea che l'architettura possa essere la disciplina idonea a creare una mediazione adeguata tra l'uomo e il suo contesto (ovviamente non solo fisico ma anche culturale)...non ti prometto un post sulla cosa, perchè poi magari non lo scrivo e tu, giustamente, mi cazzi. Pero' volevo quasi quasi parlare di Terragni e di quanto sia miseramente fallita l'architettura del dopo-guerra in Italia...Ti ringrazio immensamente e ti bacio...
scritto da spiderfrommars alle ore 12:05:12
C’è una tradizione in italia di adeguamento a ciò che viene supposto come moderno: dall’eclettismo del “Palazzaccio” di Calderini e dell’Altare della Patria di Sacconi a Roma, a piazza della Repubblica a Firenze dove “a dimostrazione della presuntuosa sicumera con cui venne distrutto il centro storico, con tutti i suoi valori artistici e ambientali, resta la lapide sovrastante la volta: ‘l’antico centro della città da secolare squallore a vita nuova restituito’” (il virgolettato lo prendo dall’Adorno).
Nel solco di questa tradizione non si può non ricordare anche la Via della Conciliazione e la Via dei Fori Imperiali, sempre a Roma, dove il “piccone demolitore” o “risanatore” cambiò, peggiorandola, la fisionomia di luoghi senza rendersi conto che l’isolare dei monumenti per farli giganteggiare (questo era l’intento) in realtà li immiseriva, separandoli dal tessuto connettivo che gli era cresciuto intorno, o all’interno del quale erano stati pensati.
Tale idea di modernizzazione è ancora oggi quella condivisa dalla classe politica al potere e, sfortunatamente, anche da buona parte di quella all’opposizione.
Purtroppo la classe politica di un Paese è espressione del Paese stesso.
Com’è ovvio, la mia è un’opinione stringatissima per questioni di spazio.
ciao ava.
scritto da myr alle ore 20:27:28
e faccelo vedere 'sto progettino spider!
in effetti ogni tanto mi viene l'idea di fare un post sull'evoluzione delle sale: dai primi edifici dedicati (liberty o deco' of course, devo averne fotografato uno spettacolare ad Amsterdam ancora in funzione, a momenti mi fan pagare il biglietto solo per fotografare l'atrio!) ai "pidocchietti" parrocchiali degli anni 50 fino ai cineminii (mia estensione da condominio, mortiminio ) attuali.
Estendendo gli orrori edilizi al concetto in genere, visto che spider e' del ramo e myr ha sensibiita' e cultura sufficiente, mi fate capire perche' se vai all'estero da Boston a Bruxelles ricostruiscono la citta' tenendo in piedi facciate anche insignificanti ma d'epoca mentre qui un bel giro di ruspa e poi blocchetti di cemento?
scritto da ava alle ore 13:16:21
e faccelo vedere 'sto progettino spider!
in effetti ogni tanto mi viene l'idea di fare un post sull'evoluzione delle sale: dai primi edifici dedicati (liberty o deco' of course, devo averne fotografato uno spettacolare ad Amsterdam ancora in funzione, a momenti mi fan pagare il biglietto solo per fotografare l'atrio!) ai "pidocchietti" parrocchiali degli anni 50 fino ai cineminii (mia estensione da condominio, mortiminio ) attuali.
Estendendo gli orrori edilizi al concetto in genere, visto che spider e' del ramo e myr ha sensibiita' e cultura sufficiente, mi fate capire perche' se vai all'estero da Boston a Bruxelles ricostruiscono la citta' tenendo in piedi facciate anche insignificanti ma d'epoca mentre qui un bel giro di ruspa e poi blocchetti di cemento?
scritto da ava alle ore 13:15:38
..a Milano ce n'è uno splendido in Viale Montenero. A occhio dovrebbe essere degli anni '30. Sono anni che è dismesso...ci faranno senz'altro un parcheggio o qualche altra amenità tipo: "Città che squallidamente" funziona...le sale oramai sono tutte o in centro o in periferia...e sono multisala. Quindi i film(specie quelli non di cassetta) rischi di vederli nello sgabuzzino delle scope. I cinema di quartiere li stanno dismettendo tutti. (PS...all'università feci anche un progetto per un "parco-museo del cinema" da realizzare a Berlino in uno slargo derivante dalla demolizione del muro...sigh..bei tempi...)
scritto da spiderfrommars alle ore 11:25:27
Che orrore la traduzione in simultanea al cinema quando non ci si avvale di un grande attore.
Penso che perderei il mio "campo di concentrazione" per dirla alla Ottiero Ottieri. Sono abituata ai film in lingua originale con sottotitoli; però in Italia ritengo che esistano degli ottimi doppiatori e io in questo Paese continuerei ad avvalermi del loro lavoro. Mi sembrebbe un grosso errore accrescere la fila dei disoccupati coll'aggiunta di così preziosi collaboratori.
Ti vedrei bene anch'io abitare le sale di un cinematografo. E pensare che a Torino di un vecchio cinema (Vittoria mi pare) faranno un centro commerciale. Un super orrore ava!
Passando nella via Andrea Doria mi sono soffermata ad osservarne l'interno, una sorta di scheletro in cemento armato, svuotato di pareti e pavimenti. Ho provato una grandissima emozione nel vedere le scale delle uscite di sicurezza quasi sospese nel vuoto: una scena suggestiva, irreale. Da film.
scritto da myr alle ore 00:17:08
...cosa che piacerebbe tanto a te "Avuska"...magari un "appartamento" ricavato da un cinema dismesso...sarebbe anche interessante progettarlo...
scritto da spiderfrommars alle ore 12:43:49
.. disse l'uomo che viveva in un cinema :-P
e' stato spassoso Emanuela.. :-)
scritto da ava alle ore 12:21:11
..forse il modo migliore è avere delle cuffiette che trasmettano il sonoro originale chi vuole puo' utilizzarle, chi non se la sente puo' accontentarsi del film doppiato...oppure vedere prima il film in italiano e successivamente in lingua originale, per apprezzare l'abilità di recitazione degli attori...(l'ideale sarebbe conoscere tutte le lingue...Compreso il finlandese per i film di Kaurismaki e il georgiano per i film di Paradjanov..:) )
scritto da spiderfrommars alle ore 11:27:39
eheheheh Certo che la traduttrice doveva essere ben rimbambita, eh? Ciao Ava!
scritto da Emanuela alle ore 11:23:54
Scritto da: | 04 agosto 2005 a 19:28